
Il suolo che diviene simile a sabbie mobili, facendo collassare qualunque edificio o infrastruttura vi sia sopra. Mentre si contano le vittime del terremoto di magnitudo 7.7 - seguito a 12 minuti di distanza da una seconda scossa di 6.4 - che ha colpito il Myanmar con una potenza devastante, gli esperti parlano di "rischio di liquefazione del terreno". "Se persino a Bangkok, che si trova a parecchie centinaia di chilometri di distanza, ci sono stati crolli, dentro l'area epicentrale ci sarà sicuramente grande distruzione, molte frane e fenomeni di liquefazione ", spiega il presidente dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Carlo Doglioni. Ovvero, prosegue, "lo scuotimento del suolo che sembra solido, si liquefa e se ci sono abitazioni sopra queste collassano e ci possono essere ulteriori danni".
Cos'è la liquefazione del terreno e perché può avere un impatto distruttivo
Di cosa si tratta esattamente? La liquefazione è un fenomeno che si verifica in concomitanza di eventi sismici di una certa intensità, con magnitudo generalmente superiore a 5.5-6.0. Si manifesta a causa di un aumento della pressione interstiziale, ovvero la pressione che normalmente l'acqua esercita nei terreni.
In condizioni normali, questa pressione non arriva a superare la resistenza alla deformazione del terreno, ma in caso di potenti scosse sismiche può accadere che i granelli di sedimento che compongono il suolo inizino a muoversi, facendo sì che il terreno perda coesione e si comporti come une un fluido.
Ciò comporta pesanti impatti sulle infrastrutture che vi sono al di sopra, spiega Salvatore Stramondo, dirigente di ricerca dell'Ingv. Il terreno prende a comportarsi "in maniera simile alle sabbie mobili", mettendo a rischio la stabilità delle strutture in superficie, alterando notevolmente il paesaggio. Il fenomeno della liquefazione si è registrato anche in concomitanza degli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2012.
Cosa può accadere nelle prossime ore
Il professor Doglioni ha poi chiarito il perché della potenza devastante del sisma. Si tratta di "una zona del mondo dove la placca indiana si muove verso nord-nordest sotto l'Asia e in quella zona della Burma ha una componente obliqua, sono dei terremoti che hanno una componente compressiva ma anche di movimento laterale tra le placche quello che noi chiamiamo transpressione destra".
Dunque, "l'effetto di questa convergenza obliqua tra l'India e l'Asia di circa 4 cm all'anno, velocità 10 volte più grandi di quelle che abbiamo in Italia dove la deformazione è dell'ordine dei millimetri all'anno: questo spiega perché lì ci sono terremoti molto più energetici che da noi", chiarisce Doglioni.
Magnitude 7.7 earthquake in Myanmar,
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— Science girl (@gunsnrosesgirl3) March 28, 2025
Sull'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore non ci sono indicazioni per un rischio tsunami, visto che il sisma è stato registrato a circa 300 chilometri dalla costa. Ciò che è avvenuto viene definito un "main shock, cioè una scossa principale", spiega il presidente dell'Ingv e può accadere che le scosse principali siano accompagnate da altre di magnitudo simile a distanza di poche ore. "C'è una sequenza che decade nel corso dei giorni in termini di numero di scosse di magnitudo che diventano sempre più piccole e sempre più diradate. Ma se la discesa è iniziata in maniera definitiva non lo sappiamo - chiarisce - perché se c'è un'ulteriore recrudescenza, con un altro main shock, l'orologio si riazzera ".